Venezia

Architettura, storia e arte

Venezia

Costoro non seminano, non arano, non vendemmiano, eppure comprano dappertutto grano e vino

Un anonimo cronista del 1300 descrive così Venezia.

Ma il suo stupore è anche il nostro quando per la prima volta mettiamo piede in questa città. Le strade e le automobili che hanno ridisegnato l'urbanistica delle grandi capitali qui non sono arrivate. 

A Venezia le strade sono dei canali d'acqua su cui palazzi e chiese si specchiano e sembrano galleggiare.

Venezia, isola di San Michele

Se appena provi a capirci un po' di più Venezia ti sorprenderà davvero e non solo per la sua architettura. Certo Piazza San Marco è bellissima e merita la tua visita. 

Ma Venezia non è solo San Marco. 

Questa città ha attraversato i secoli e può raccontarci, oggi, con le sue pietre e le sue opere d'arte, una storia lunga più di un millennio.
Ci racconta che da queste case, piantate per disperazione in una laguna ostile per scappare dai barbari, i mercanti veneziani hanno conquistato il mondo.

venezia dall'alto: la zona della salute


Mediatori formidabili con le loro imbarcazioni hanno commerciato dapprima nell'Adriatico spingendosi poi fino a Costantinopoli, quindi in Egitto, nel Mar Nero, in Crimea e ancora più lontano, in India, in Cina.

Napoleone, commentò in una lettera al suo ministro degli esteri: "Ce pays est un phenomene du pouvoir de commerce",

questa città è un fenomeno della potenza del commercio. 

america scoperta dai veneziani
Mappa disegnata da Nicolo ed Antonio Zen che documenta i loro viaggi in Norvegia, Islanda, Groenlandia e (in basso a sinistra) nelle coste dell'America, 100 anni prima di Colombo

Ambasciatori e mercanti veneziani si sono recati anche in tutti i paesi europei, carovane di navi veneziane hanno frequentato l'Inghilterra ed i paesi scandinavi fino ad arrivare, secondo alcuni studi (supportati da documenti e mappe dell'epoca), in Groenlandia e nel nord degli Stati Uniti. 
 

Venezia regata storica
La regata storica lungo il Canal Grande


Alcune basi commerciali divennero territorio dello Stato Veneto la cui espansione stupisce per la quantità di città che chiedevano la "dedizione" e cioè di essere annesse alla Repubblica. 
 

Espansione di Venezia


Ma perché le città chiedevano di appartenere allo Stato Veneto? Secondo me lo si deve  ad un sistema di governo, legislativo e giudiziario di gran lunga migliore rispetto al resto d'Europa.

Ti faccio due esempi:

In Francia, nel 1665, Luigi XIV proclamava: "l'etat c'est moi". Cioè lo stato sono io e quello che decido io è legge. Fine delle discussioni.

A Venezia nè il Doge, nè tantomeno gli altri organi del governo osavano nemmeno pensare ad una cosa del genere.

La supplica del figlio al Doge Foscari
Jacopo Foscari figlio del Doge viene imprigionato per aver accettato un dono e supplica il padre.  
Nel famoso di Hayez, il Doge Francesco Foscari rifiuta di concedere la grazia.

Nei secoli passati ci sono stati Dogi incriminati per cose molto più banali.
Francesco Foscari fu processato perché il figlio aveva accettato un semplice dono (il figlio, mica lui!). Ma un Doge non doveva accettare doni, che potevano essere velati tentativi di corruzione, e finì per doversi dimettere.

Un'altro Doge fu addirittura decapitato per aver "tramato" per acquisire più potere. 

Doge Marin Faliero
Nella Sala del Maggior consiglio c'è un ritratto di Doge oscurato, è quello di Marin Faliero, decapitato per i suoi crimini. 

 

Ma, prima di raccontarti gli altri motivi per cui Venezia è diventata un mito, conosciuta e amata in tutto il mondo, torniamo all'architettura.  
 

 

L'architettura veneziana

L'architettura Veneziana è singolare forse per il fatto di essere riuscita a fondere occidente ed oriente. I mercanti hanno voluto portare a Venezia elementi che li hanno affascinati e che si sono sovrapposti agli stili del momento. Qui il gotico è diventato "Gotico Veneziano" ed il barocco, "Barocco Veneziano".

Anche la Basilica (romanica) di San Marco è chiaramente ispirata agli edifici religiosi orientali.

Basilica di San Marco

 


Ammirazione suscita la capacità dei Veneziani di creare capolavori in un ambiente ostile, la laguna. Incredibile come siano riusciti a domimarlo arrivando a deviare i tre fiumi (Brenta, Sile e Piave) che vi confluivano per evitare l'interramento.

E nello stesso tempo l'abilità nel controllare il mare, ad esempio con la costruzione dei murazzi.

Laguna di Venezia
La laguna a nord di Venezia ci suggerisce come doveva essere il canal grande e le isolette prima della urbanizzazione.

 

La bellezza delle architetture, qui, è tale che Napoleone, che la disprezzava e che fece passare a Venezia ogni sorta di guai, quando vide piazza San Marco non potè esimersi dal commentare:

Una sala che non può avere altro soffitto che il cielo

Venezia, una città, un mito

Lo stato Veneziano: 1100 anni di storia

Fu proprio Napoleone ad interrompere una storia di indipendenza dalla durata record di oltre 1000 anni.

Prova a pensarci: quanti altri stati possono vantare un millennio di storia? E come ha fatto uno stato a durare così tanto? 

venezia dall'alto

E non furono anni facili...

Dopo essere fuggiti dagli invasori barbari ha dovuto gestire i pirati che spadroneggiavano nell'adriatico, poi i Franchi, che la ritenevano un proprio dominio, poi i Bizantini per lo stesso motivo.
Genova, concorrente e nemica acerrima arrivà a conquistare Chioggia ma non Venezia, che reagì e distrusse la flotta avversaria.

E non era da meno il papato che con guerre, pretese e scomuniche all'intera città rivendicava territori Veneti, poi la lega di Cambrai ed infine il potentissimo impero turco.

La storia volge al termine proprio a causa dei musulmani. Furono loro una delle principali cause del declino dello Stato Veneto, fu dissanguato nel tentativo di mantenere le proprie rotte commerciali.

Ma nessun esercito è mai riuscito a conquistare Venezia che si arrese spontaneamente a Napoleone per evitare guerra e distruzioni. 

 

Lo stato Veneziano e i rapporti con la Chiesa

Ma torniamo a parlare dei motivi che rendono affascinante questa città.

Una delle cose che mi fa morire è il rapporto di Venezia con la religione: centinaia di Chiese (187 tra Venezia e le isole alla caduta della repubblica) cittadini devoti, sì... ma prima di tutto alla Repubblica, a costo di subire la scomunica papale dell'intera città (è successo due volte). 

Venezia, Palazzo ducale, ponte dei sospiri e San Giorgio

Che cosa era successo? Due religiosi avevano commesso dei reati e a Venezia erano stati processati, come normali cittadini. Lo Stato Pontificio esigeva la consegna dei due religiosi per salvarli dalla giustizia Veneta, arrivando a scomunicare l'intera città, impedendo celebrazioni, matrimoni, battesimi e funerali! 

Prova a pensarci: si tratta di una cosa che avrebbe avuto un impatto terribile sulla società.

Ma Venezia non cedette di un millimetro: se veniva commesso un reato nello Stato Veneto, era lo Stato che doveva giudicare e non il papato.

E ingiunse con la forza ai preti Veneziani di riaprire le Chiese e continuare a celebrare. Gli unici che si rifiutarono furono i Gesuiti che vennero espulsi dai territori della Repubblica. Tutti gli altri religiosi continuarono a celebrare, sfidando il divieto papale.

È la famosa "Guerra dell'interdetto". Venezia si scontra anche con il Papa SE ci va di mezzo la ragione di stato.

E a proposito di rapporto con la Chiesa: non hai mai notato che molte sono dedicate a Santi "strani"?

Leggi: i curiosi santi delle Chiese Veneziane

Venezia e le istituzioni

Ancora: le istituzioni veneziane che furono modello per altre nazioni e che ancora stupiscono per la loro lungimiranza, al punto da far dire a Voltaire:

Andrò ad attenderti  a Venezia: è quello un paese giusto e libero dove non c’è niente da temere, ne  dagli Slavi, né dagli Arabi  e nemmeno dagli inquisitori. 
A Venezia la giustizia è patrimonio di tutti, come l’acqua dei suoi pozzi.

L'elezione del Doge, i suoi poteri limitati da vari organi istituzionali, il rapporto tra potere esecutivo-legislativo e giudiziario... molti sono gli aspetti estremamente interessanti della politica nello stato Veneto. Alcuni hanno dato origine a termini italiani: ballottaggio deriva dalle "ballotte" che si estraevano nell'urna per eleggere il doge. Broglio deriva da "brolo" cioè orto: il luogo dove venivano compravenduti i voti era, un tempo, l'orto del convento di San Zaccaria

Un altro esempio, stavolta in campo giudiziario: Venezia fu il primo stato ad introdurre la figura del "pubblico ministero" separata da quella del giudice: chi fa le indagini non doveva essere la stessa persona che poi giudicava. 
Con Napoleone e con l'unità d'Italia si tornò indietro ad unificare le due figure con il giudice che prima conduceva le indagini e poi (lo stesso giudice) emetteva la sentenza. Solo di recente il codice di procedura penale italiano ha adottato la divisione tra i due ruoli che a Venezia era la normalità da secoli.

Venezia, la giustizia ed i Promessi Sposi

Anche i poveri avevano diritto all'avvocato, qui la giustizia funzionava ed i processi erano giusti. 
Nei Promessi Sposi, ti ricorderai le vicissitudini di Renzo e Lucia con i signorotti locali che accampavano diritti opinabili ed esercitavano con arroganza il loro potere: questa era la situazione al di fuori dello Stato Veneto.

basilica della salute


Proprio nel romanzo del Manzon, Renzo è costretto a scappare, per sottrarsi dalle ingiuste persecuzioni, e da Milano si dirige verso Bergamo, nello Stato Veneto, dal cugino Bortolo.
Attraversando l'Adda in barca (il fiume era divenuto a fine 1400 il confine della Repubblica) con l'aiuto di un pescatore, Renzo...

Indicando la macchia bianca di case che si vedeva lontano sulla collina, chiese al pescatore: "è Bergamo quella?"
"Si, è territorio della Repubblica di Venezia" rispose l'uomo.
"Viva Venezia!" gridò Renzo di gioia. E sceso a terra gli diede una moneta. 

palazzo ducale

Orgoglio imprenditoriale

A differenza dei vanitosi e nullafacenti nobili francesi, i Veneziani, patrizi o borghesi che fossero, non trovavano disonorevole lavorare, anzi. 
Come ebbe a commentare sprezzante Napoleone, in una lettera diretta al suo ministro degli esteri:

Ce pays est un phénomène du pouvoir du commerce

Insomma: "questo paese è un fenomeno della potenza del commercio". Ed è proprio così: lo splendore di Venezia, la sua ricchezza e la sua fortuna, dipendono proprio dal commercio e dal duro lavoro di generazioni e generazioni di Veneziani che hanno rischiato la propria vita e le proprie aziende percorrendo migliaia di chilometri sul mare e su terre remote. 

Fu il commercio a plasmare anche i palazzi Veneziani che erano non solo dimore ma anche magazzini, uffici di rappresentanza e negozi e che, pertanto, dovevano mostrare il successo commerciale del brand, della famiglia, che vi risiedeva. 

I palazzi Veneziani: architetture uniche

Per deformazione professionale - lavoro nel settore dell'edilizia - sono particolarmente attratto dalle architetture, dalle case e dai palazzi Veneziani. 

Credo, però, che l'architettura Veneziana riesca ad affascinare chiunque. 
 
Perché piace l'architettura Veneziana? per diversi motivi. Primo fra tutti quello di essere riuscita ad affermarsi con uno stile proprio che accetta le influenze dei vari stili e correnti di pensiero, piegandole, però, alle esigenze ed ai gusti dei Veneziani. 
Il barocco, a Venezia, diventa Barocco Veneziano così come il Gotico, qui, si è evoluto diventando uno stile a sé stante, il Gotico Veneziano, appunto. 

1. LA CAPACITA' DI ADATTAMENTO

I veneziani hanno sfidato la logica costruendo chiese, basiliche e palazzi di marmo, talvolta colossali, sopra a isole di fango e sabbia. Come ci siano riusciti è già di per sé incredibile. Piccole astuzie, grande perseveranza ed una ostinata capacità di adattarsi alla natura ostile, ad una vita estremamente difficile.

Pensa ai primi secoli della Città: costretti a rifugiarsi nella inospitale laguna per fuggire agli invasori barbari, i Veneziani riuscirono a porre le basi del loro futuro impero commerciale grazie al sale. Ed ecco come vengono descritti dallo storico romano Cassiodoro, nell'VIII secolo:

Voi abbondate soltanto di pesce, ricchi e poveri vivono insieme in eguaglianza. Tutti si nutrono dello stesso cibo e hanno case simili, per cui gli uni non possono invidiare il focolare degli altri, e così sono esenti dai vizi che dominano il mondo. Tutta la vostra emulazione si concentra nel lavoro sulle saline; anziché di aratri e di falci vi servite di relle [strumenti per formare i pani di sale] e da qui viene tutto il vostro guadagno. Dalla vostra industria dipendono tutti gli altri prodotti, perché seppure vi è qualcuno che non ricerca l'oro, deve ancora nascere chi non desideri il sale, che rende ogni cibo più saporito. 

2. ORIENTE ED OCCIDENTE 

Il secondo è che gli edifici di questa città sono la testimonianza di come Venezia abbia saputo mescolare la cultura occidentale e quella orientale. 

Venezia, all'origine, fu parte dell'impero Bizantino e solo a partire dal 730 d.C. proclamò la propria indipendenza ribellandosi all'imperatore Leone III dell'impero romano d'Oriente.

L'occasione per ribellarsi fu quando Leone III non voleva che Dio venisse rappresentato con le immagini e dichiarò guerra alle rappresentazioni sacre bandendole dall'impero. Venezia si schierò con il pontefice contro l'imperatore d'oriente di fatto proclamando la propria indipendenza. 

Ma l'influenza bizantina ed il fascino per l'oriente aveva già conquistato Venezia ed i veneziani che furono per secoli la porta dell'oriente in Europa. 

Nella città rimangono testimonianze ovunque di questa mescolanza tra occidente ed oriente: cupole, decorazioni ed archi esotici si mescolano al gotico e al rinascimento toscano.

L'architettura Veneziana è una fotografia di quella che è stata la storia dei commerci veneziani che ha portato il nome di Venezia in tutto il mondo, dall'Egitto al Medio Oriente, dal Nord Europa al Mar Nero, dalla Crimea fino alla Cina.

Venezia ha affascinato e si è lasciata affascinare, ha vinto e perso battaglie, ha depredato ed ha subito razzie. Questa mescolanza di stili e gusti è oggi rappresentata in una sequenza di edifici, tra i più belli al mondo. 

Guy de Maupassant, scrittore Francese, a metà del 1800 disse:

Venezia! Esiste una città più ammirata, più celebrata, più cantata dai poeti, più desiderata dagli innamorati, più visitata e più illustre? Venezia!
Esiste un nome nelle lingue umane che abbia fatto sognare più di questo?

Venezia e le bellezze nascoste 

Quanta bellezza, e quanta architettura c'è in questa città. C'è di che fare indigestione. Ad ogni visita scopro nuove meraviglie.

Venezia è come mangiare un’intera scatola di cioccolata al liquore in una sola volta.
(Truman Capote)

Se, per un attimo, decidi di non seguire la folla di turisti e di lasciarti catturare dal labirinto di calli e fondamenta potrai scoprire piccoli tesori nascosti come questa Chiesa:

Visita: La Chiesa di Santa Maria dei Miracoli 

Il canale, su cui la piccola chiesa galleggia, la inonda di luce e la rende ancora più bella. 
La luce è un'altro dei doni di Venezia: le case lungo i canali illuminate di riflesso dall'acqua risplendono di bagliori tremolanti, una piccola magia che rende ogni foto un capolavoro.

Le acque del Canal Grande sono, per i palazzi che vi sono riflessi, come uno specchio a cui si affidano senza timore. Uno specchio che sa come nascondere la brutta verità delle rughe mettendo in luce il segreto del trucco più seducente.
(Mieczysław Kozłowski)

E allora butta via la piantina, metti in tasca il cellulare e lasciati guidare solo dalla tua curiosità. 

La storia militare veneziana

Architettura e storia si fondono e tutto, in questa città, ci parla di un passato glorioso. Ad esempio l'Arsenale, un luogo straordinario dove si può intuire, in silenzio, la potenza che fu questa Repubblica.

Scopri: L'arsenale

Ogni pietra di Venezia racconta una storia, qualcuna ha il sapore della leggenda, altre sono incredibili ma vere. 

Fiumi di inchiostro e montagne di libri raccontano questa città. Io stesso ho riempito una libreria di casa con libri che raccontano la storia di Venezia.

I pavimenti veneziani

Questo è un motivo di interesse personale, dettato dal lavoro che faccio. Ma credo che i pavimenti veneziani riescano ad affascinare chiunque. Guarda, per esempio, i pavimenti alla Veneziana di Palazzo Soranzo Piovene:

Palazzo Soranzo Piovene, i pavimenti

Quando vedo pavimenti così ricchi penso a cosa dovevano essere quei palazzi prima delle spoliazioni francesi ed austriache. I pavimenti sono una delle poche cose che ci sono arrivate quasi intatte e che non furono depredate.
Beh, con qualche eccezione perché, in alcune chiese, si levarono e vendettero pure i pavimenti. 

Altre Chiese furono stravolte, come la Chiesa della Carità che l'architetto (vandalo) Giannantonio Selva tagliò in due in orizzontale per collocarvi all'interno l'accademia delle Belle Arti:

La chiesa scomparsa della Carità

La venezia scomparsa

A proposito di chiese distrutte o depredate. Insomma la Venezia che vediamo oggi, pur meravigliosa, è solo una pallida ombra di quello che era un tempo. Quando a Venezia arrivarono i conquistatori Francesi prima e Austriaci poi, la città venne depredata con furia e senza alcuna remora, molte chiese, conventi, edifici religiosi vennero soppressi per poter essere razziati:

Approfondisci: Chiese soppresse da Napoleone

Anche le Scuole di devozione, grandi o piccole, subirono la furia devastante degli invasori. Istituzioni secolari vennero chiuse con un'ordinanza ed i contenuti, sacri o profani, incamerati dai conquistatori.
Delle Scuole Grandi la sorte peggiore è toccata alla:

Scuola Grande dei Carmini

 

Più fortunata fu, invece, la Scuola grande di San Rocco. Questo Santo era francese e forse per questo motivo possiamo ammirare ancora lo splendore della Scuola Grande di San Rocco, praticamente intatta:

Scuola grande di San Rocco

La spoliazione di libri, quadri, sculture...

Migliaia di libri, tra cui molti manoscritti antichi, vennero chiusi in bauli e spediti a Parigi, assieme a quadri preziosi, alcuni dei quali rovinati e persi per sempre.

Altri, come questo qui sotto, che i francesi si guardano bene dal restituire, dato che è considerato una delle 10 opere più belle esposte al Louvre:

Quadri rubati a Venezia, Nozze di Cana del Veronese
Le Nozze di Cana del Veronese, prelevato dai francesi dal convento dell'Isola di San Giorgio ed oggi esposto al Louvre

 

Ma la devastazione arrivò a vere e proprie assurdità, quali la distruzione e lo smembramento di chiese e monasteri per creare un viale alberato (secondo il conquistatore francese era grave ed insalubre che a Venezia non ci fosse manco un viale alberato). 

Oppure alla follia di distruggere la chiesa di San Gimignano. La Chiesa era un piccolo capolavoro del Sansovino che si affacciava su piazza San Marco fronteggiando la Basilica. Una bella architettura, apprezzatissima ad esempio dal Palladio, che fungeva da efficace anello di congiunzione tra le procuratie vecchie e nuove. Distrutta senza tanti complimenti dai cugini d'oltralpe solo per fare spazio alla scalinata che doveva portare alla sala da ballo della nuova reggia costruita per l'imperatore francese (che non merita di essere neppure nominato).
Se vuoi approfondire, te ne parlo qui:

La Chiesa di San Gemignano

Quello che i francesi non riuscirono a rubare lo distrussero, per non lasciarlo ai nemici austriaci a cui cedettero la città spogliata ed umiliata. L'ultimo sfregio su bruciare il bucintoro, la nave di parata del doge, una meravigliosa scultura di legno galleggiante costruita con immane pazienza in anni e anni di lavoro e mantenuta con amore dai veneziani, fino all'ultimo giorno. 

Anche di questa "venezia scomparsa" parlerò in alcuni articoli.

Le Chiese di Venezia

Ma, per fortuna, ci sono capolavori rimasti a raccontarci la storia della Serenissima Repubblica. Architetture di una bellezza commovente come quella che l'architetto Codussi regala alla:

Chiesa di San Zaccaria

 

Chiese che sono anche dei Musei, delle collezioni d'arte antica, come l'immensa Basilica dei Frari all'interno dei quali si trovano sculture del Canova e quadri di Tiziano.

La Chiesa dei Frari

 

I pavimenti delle Chiese di Venezia

Oltre agli straordinari pavimenti in mosaico della Basilica di San Marco - che non hanno bisogno di commenti - ci sono molte chiese, a Venezia, in cui i pavimenti sono delle vere e proprie opere d'arte. 

Uno dei più belli lo troviamo in una Chiesa lontana dai percorsi turistici, ma che non bisogna mancare di visitare:

La Chiesa dei Gesuiti

 

Un pavimento che, invece, è meta di molti turisti è quello alla Basilica della Salute:

La basilica della Salute

Una chiesa poco visitata è quella di San Pantalon, anche se recentemente è più frequentata dopo l'apparizione di un murales di Bansky nelle immediate vicinanze. Il graffito è carino, ma nemmeno paragonabile all'opera che troviamo all'interno della Chiesa: una tela dipinta di oltre 400 metri quadrati che ha richiesto 20 anni di lavoro al povero pittore:

La chiesa di San Pantalon