Creta e Venezia

Storia e testimonianze veneziane a Creta

Isola veneziana di Candia - oggi Creta

Creta

Creta è il luogo dell'antichità mitica del labirinto di Teseo e di Arianna e del terribile Minotauro. Ma è anche un luogo magico con spiagge meravigliose, acque cristalline, paesaggi sempre mutevoli e tramonti che tolgono il fiato.

Per oltre 400 anni, dal 1204 al 1669 Creta ha fatto parte dello Stato Veneziano. Un lungo dominio che ha inciso profondamente sulla società e sulla cultura dell'isola. Le principali città dell'isola sono Candia (oggi Heraklion), Canea (oggi Chania) e Retimo (oggi Rethymno). In ognuna è facile trovare testimonianze veneziane: leoni, architetture, fortificazioni e bastioni che vengono ancora chiamati con nomi veneti.

Creta Veneziana

A seguito della IV Crociata, nel 1204, e della conquista di Costantinopoli da parte dei Veneziani, Creta viene concessa a Venezia. Il dominio veneziano su Creta sarà il periodo più lungo di dominio nella storia dell'isola. Come vedremo tracce del ruolo di Venezia sono rimaste un po' in tutta l'isola, specie nelle grandi città.

 

Enrico Dandolo, il doge della IV Crociata

L’acquisizione di Creta da parte della Repubblica di Venezia è strettamente legata agli eventi della quarta crociata, una spedizione che, avrebbe dovuto raggiungere la Terra Santa, ma che, invece, si concluse con la conquista di Costantinopoli nel 1204.
Venezia ebbe un ruolo centrale in questo esito in quanto era stata scelta per fornire la flotta necessaria al trasporto dei crociati. Quando gli stessi si dichiararono impossibilitati a pagare il trasporto il doge ottenne che il pagamento avvenisse aiutando la Serenissima a riconquistare Zara e a rimettere sul trono il legittimo Imperatore di Costantinopoli. 

 

Una rivoluzione: lo Stato da Mar 

Va dato atto al doge Enrico Dandolo di essere riuscito a sfruttare la situazione. I vantaggi territoriali e commerciali ottenuti dopo caduta di Costantinopoli trasformarono Venezia dandole isole e territori preziosissimi per le rotte commerciali. Grazie a queste conquiste Venezia potè rafforzare enormemente la propria potenza marittima.

 

Creta diventa Veneziana

Creta, che prima della conquista di Costantinopoli faceva parte dell’Impero bizantino, venne assegnata a Venezia. In un primo momento, tuttavia, Venezia non riuscì a sottomettere l'isola. Sebbene i diritti su Creta furono ceduti nel 1204 dal marchese Bonifacio di Monferrato a seguito, appunto, della spartizione dei domini dell'impero bizantino, il controllo effettivo richiese tempo e diversi interventi militari per sottomettere le popolazione. 

 

La resistenza locale ed i rivali storici

Nei decenni successivi, Venezia dovette affrontare una forte resistenza locale e la concorrenza di altre potenze, in particolare la solita Genova, che cercò di impadronirsi dell’isola. Solo dopo una serie di conflitti e repressioni, culminati nella prima metà del XIII secolo, Venezia riuscì a imporre un dominio stabile su Creta. L’isola venne organizzata come colonia con il nome di Regno di Candia, governata da funzionari veneziani e suddivisa in feudi assegnati a coloni provenienti dalla madrepatria.

 

L'impronta veneziana si vede tuttora

Creta divenne così una delle più importanti colonie veneziane nel Mediterraneo, fondamentale per il controllo delle rotte commerciali verso l’Oriente. Il dominio veneziano, durato fino alla conquista ottomana del XVII secolo, lasciò un’impronta profonda sull’isola, visibile ancora oggi nell’architettura, nelle fortificazioni e nell’organizzazione urbana. 

 

I sistemi amministrativi Veneziani sull'isola

Per consolidare il suo potere Venezia introdusse i propri sistemi amministrativi a Creta e contemporaneamente organizzò delle basi militari nell'isola. Inoltre modificò la struttura sociale stabilendo una nuova gerarchia che vedeva ora prevalere i nobili veneziani:

  • i nobili veneziani
  • i nobili Cretensi
  • i cittadini
  • la plebe

Con il declino dell'impero Bizantino ed il rafforzamento di quello ottomano, inizia un lungo periodo di antagonismo tra Venezia ed i Turchi che durerà fino al 18° secolo. I Veneziani, dopo aver subito la perdita di Cipro fortificano le principali città costruendo imponenti mura e sistemi difensivi.

Le fortificazioni di La Canea a Creta
Le mura di difesa di La Canea, una delle principali città veneziane nell'isola di Candia

 

La guerra di Creta

Uno degli scontri più importanti tra Venezia ed i Turchi è avvenuto proprio in quest'isola ed è conosciuto come "la guerra di Creta".
A metà del 17° secolo i Turchi sbarcarono in forze nella parte ovest di Creta tentando una veloce conquista dell'isola veneziana. Il 23 Giugno del 1645 conquistarono l'isoletta di San Teodoro (Theodoroi), poco lontana dalla città di La Canea (oggi Chania). Dopo due mesi anche La Canea, nonostante il poderoso sistema di fortificazioni veneziane, cadde.

 

conquista di canea
I turchi occupano l'isoletta di San Teodoro e conquistano La Canea


Retimo (oggi Rethymno) capitola nel 1646.
 

Il lungo assedio di Candia

Nella primavera del 1648 buona parte dell'isola è ormai nelle mani degli ottomani, con l'eccezione della parte più difesa: la capitale Candia (oggi Ηράκλειο, Heraclion).
Qui gli ottomani trovano una difesa ferrea che li costringe ad un assedio tra i più lunghi nella storia.

Fortificazioni nella città di Candia
Fortificazioni nella città di Candia

 

 

21 anni di assedio

L'assedio ha inizio in maggio del 1648 e durerà fino a settembre del 1669. Nella prima parte dell'assedio l'armata ottomana attacca la parte sud della città. Quindi si sposta a est. La durata è tale che l'armata dei conquistatori costruisce una vera e propria fortezza che fronteggerà la città dalla parte ovest. Nel frattempo le due armate si confrontano anche sul mare in una guerra lunghissima ed estenuante per entrambe le parti.
Tutti conosciamo il lunghissimo assedio a Troia che venne terminato grazie allo stratagemma di Ulisse, ma quell'assedio durò 10 anni mentre la città Veneziana di Candia resisterà per più di 20 anni!

 

assedio di candia
Le truppe Ottomane accampate ad ovest di Candia e la flotta ottomana, anch'essa posizionata sulla parte ovest della città.

 

Francesco Morosini firma la resa

Come si legge nell'immagine qui sotto, nel settembre del 1669, dopo aver condotto una resistenza eroica,ferito sette volte durante gli innumerevoli attacchi "di giorno e di notte, sopra terra" ma anche sotto terra (venivano scavati tunnel e poi fatte saltare le fortificazioni da sotto), Francesco Morosini, Procuratore di San Marco de Supra, firma la pace.

 

guerra di candia, la resa
La resa finale

 

Fortezza di Suda, vicino a La Canea, Creta

Suda: strategica e imprendibile

Quest'isoletta posta all'imbocco della baia di Suda (vicinissima a La Canea, oggi Chania) era considerata di importanza strategica notevole. La baia, per capienza e profondità dei fondali, poteva essere un rifugio sicuro per una intera flotta. Essa fu pertanto caparbiamente mantenuta, a costo di difficili e continui lavori di fortificazione. Incredibilmente fu l'ultima fortezza a cadere nelle mani dei Turchi, nel 1715, mentre l'intera isola di Creta era turca dal 1669.

I primi progetti

Fin dal 1501 il Senato era stato informato dai governatori dell'isola sull'importanza del sito e della baia per gli interessi della Serenissima. Da principio non si era data alla notizia la dovuta importanza, tanto che il Sanmicheli e il duca di Urbino non si trovarono d'accordo sui provvedimenti da prendere. Se ne interessarono anche il Savorgnan e Agostino Clusone, l'uno ricordando la necessità di integrare le difese con un maschio all'interno della baia
l'altro proponendo ulteriori fortificazioni a terra, in corrispondenza dell'isolotto della Suda, al fine di proteggere meglio la baia stessa. Limitatamente alla fortificazione dello scoglio, si cimentarono nella progettazione anche Latino Orsini e Moretto Calabrese, dei quali ci sono rimasti i relativi elaborati.

I lavori

Autorizzati finalmente i lavori nel 1571, l'Orsini poté iniziarli nel 1572. Nell'aprile dell'anno successivo l'impostazione della cinta bastionata era conclusa, « tanto, che in così breve tempo è come un miracolo ». Se la prima fase del lavori tu molto sollecita, non altrettanto può dirsi dei completamenti successivi: l’uso della terra rossa al posto della calcina procurò alcuni franamenti, per cui si dovettero prendere i rimedi del caso, anche quando lo scoglio era flagellato dai marosi, con crolli al piede della muratura.
L'isolotto fu inoltre dotato di adeguati alloggiamenti per soldati e di magazzini per polveri e sussistenza; vi furono anche costruiti un forno, una cisterna e una chiesa.

Lo scoglio dei conigli

Il vicino scoglio dei conigli non mancò di sollevare problemi, per la facilità d'approccio che poteva offrire all'assediante: esso infatti si trovava proprio di fronte alla cortina sottesa dai due mezzi baluardi Orsini e Michiel. Dopo una sua prima riduzione a triangolo, quasi fosse una lunetta, si decise infine di farlo saltare mediante una mina.

L'assedio

La prova del fuoco avvenno con l'assalto turco del 20 luglio 1646, che mise in luce i difetti di una fortificazione, creata velocemente ed in difficili condizioni ambientali. Ciò nonostante Suda resistette nel tempo, e perfino dopo il dirastroso terremoto del 1681 ebbe la forza di rinnovarsi. I suoi abitanti, che da 40 crano passati a 90, salirono bruscamente a 600 quando vi arrivarono i profughi cretesi sfuggiti alla dominazione turca; fino ad arrivare ad 800 - di cui 180 atti alle armi.

La fine del conflitto

Se può destare ammirazione la resistenza di Suda, va anche detto che lo stato di segregazione in cui erano ridotti abitanti e difensori difficilmente avrebbe potuto protrarsi ulteriormente.
Oggi, anche a causa dei continui rifacimenti (rifacimenti sia nel corso degli assedi che successivamente, ad opera dei turchi) Suda è cambiata, anche se rimane testimone di un passato valoroso. Tutt'ora la baia viene preferita, come porto civile, alla vicina Chania. Nella sponda sud della baia c'è un porto militare Greco e nella parte nord c'è una base militare della Nato che ingloba anche l'isola fortezza veneziana.

Fortezza di Retimo (oggi Réthymno)

Retimo (oggi Rethymno)

Rispetto alle altre città dell'Isola di Creta, Retimo rappresenta la situazione più contraddittoria. Posta su un promontorio proteso sul mare nel versante settentrionale di Creta, ha il proprio insediamento urbano concentrato al collo del promontorio, affacciato soprattutto sull'insenatura nordorientale, lasciando invece libera la parte sommitale adiacente. 

Nel fervore di opere difensive che fece seguito alla visita di Michele Sanmicheli del 1538, venne decisa una soluzione per la difesa del sito che prescindeva da eventuali strutture pre esistenti e risolveva il problema con il tracciamento lineare di una cortina che tagliasse il promontorio, comprendendo l'abitato esistente. 

L'opera di difesa appare alquanto semplice, dotata di sue soli bastioni agli estremi e di una piattaforma nel mezzo della lunga e diritta cortina. Oggi al posto delle mura un viale rettilineo separa il vecchio borgo dalle espansioni più recenti iniziate ai primi del 1900. 

Attualmente la fortezza si presenta in buone condizioni anche grazie al fatto che i Turchi, dopo averla conquistata, la riadattarono per metterla in grado di resistere ad eventuali contrattacchi dei Veneziani. Come in effetti avvenne. Alcuni elementi della fortezza hanno, pertanto, caratteristiche architettoniche Turche, come la moschea ed i resti due minareto. 

Testimonianze veneziane a Retimo (oggi Rethymno)

Storia della Fortezza di Candia

Per comprendere la storia delle fortificazioni dell'isola occorre premettere che le prime difese avevano avuto come scopo l'opposizione alle ribellioni locali mentre in seguito vennero riadattate per la difesa esterna. 

L' espansione di Candia necessita protezione

Per quanto concerne le difese di Candia: nel 1462 troviamo una richiesta degli ambasciatori a Venezia perché si realizzi una nuova più ampia cinta. La capitale dell'isola doveva essere in grande espansione, dacché, ancora alla fine del XV secolo, veniva denunciata l'assenza di adeguate difese dei borghi esterni; nel dicembre del 1501 venne pertanto inviata a Candia una commissione, formata dal proto Sebastiano da Como, dal bombardiere Giovanni di Alberghetto e dal mastro Cristoforo Lombardo.

Si inizia da tre bastioni

Ma neppure allora si dovettero prendere provvedimenti concreti, se nel 1518 la Serenissima mandò addirittura Giano da Campofre goso e, l'anno seguente, Gabriele Tadino, detto Martinengo. Risulta che nel 1523 furono costruiti tre bastioni, ritenuti sufficienti, anche senza le cortine di collegamento. La cosa sollevò critiche, anche da parte di persone estranee all'ambiente veneziano, come il gran maestro di Rodi, il quale, trovandosi di passaggio nell'isola,non mancò di dire la sua.

 
Il pericolo Turco

Mentre ancora ci si preoccupava soltanto dei provvedimenti per il castello del porto, ecco scoppiare la guerra coi Turchi.Era inevitabile correre al riparo immediatamente, con provvedimenti d'urgenza; così nel 1538 il Senato deliberò d'inviare sul posto Michele Sanmicheli, che visitò Candia, Canea, Suda e Rétimo.

 

Il Sanmicheli a Creta

A tal proposito, e per ribadire quanto già altre volte affermato, giova riportare l'asserzione del Gerola: « che le mura di Candia siano opera del grande Veronese è detto e ripetuto da tutti. Ma se facile - ed anche gradito - può esser il crederlo, non altrettanto agevole si è il dimostrarlo. Anzi, pur ammettendo che molto egli abbia contribuito a quella fabbrica, è doveroso confessare che non tutto il merito di questa gli va attribuito ».

 

La nuova difesa di Candia

Nonostante l'urgenza di procedere con i lavori di difesa nel 1555 il duca Alvise Gritti avvertiva, nella sua relazione, che i sette baluardi erano compiuti solo per due terzi.
La nuova difesa a fronte bastionato comprendeva infatti, con un ampio semicerchio, sia «li borghi » dell'entroterra, sia la «città vecchia», prospiciente il mare, con il famoso arsenale - il secondo in ordine di grandezza dopo quello di Venezia - e con il castello per sua difesa.

 

Gli autori 

Non è da escludersi che la prima definizione di tale impianto possa essere stata suggerita dal Sanmicheli; in un disegno, che il Gerola ritiene possa essere stato eseguito di sua mano, non è difficile riscontrare elementi bastionati non difformi da quelli eseguiti dall'architetto veronese nella sua stessa città.

 

I Bastioni 

Sta di fatto però che, quando nel 1562 intervenne sulla scena Giulio Savorgnan, i « baluardi » in muro diventarono « bastioni » ricoperti in terra e il lavoro prosegul più spedito e meno costoso, anche se non gli mancarono le solite facili critiche.

 

La guerra di Cipro

Mentre numerosi altri lavori tenevano impegnati in continuazione tecnici e amministratori di Candia, imperversava  la crisi di Cipro che faceva temere un successivo attacco a Creta. Nel 1589 il generale Giambattista del Monte dovette riconoscere che le fortificazioni di Candia, pur non raggiungendo ancora la perfezione, erano di straordinaria bellezza: « a giudizio mio si può dire la più bella fortezza d'Europa » 

 

La fortezza più bella d'Europa

In seguito, soprattutto nel Seicento, mentre aumentava il pericolo di un attacco turco, furono eretti nuovi elementi difensivi, secondo i più moderni ritrovati, miranti a porre sempre maggior distanza fra la fortezza e il suo assediante: così si fece partire dal forte avanzato di San Demetrio la « freccia » di Crevacuore, per coprire il bastione Vitturi; si antepose un'opera a « corno» davanti al bastione Gesù e un « cappello da prete » davanti al bastione Martinengo; davanti al bastione Betlemme fu invece costruita una « lunetta», mentre un'altra opera a « corno » copriva il bastione Pantocratora.

 

La fortezza oggi

La maggior parte della cinta difensiva, con le sue enormi elevazioni dal livello campagna, è attualmente ancora leggibile. Mentre è rimasta ben poca traccia di ciò che si trovava all'esterno. Se certe altre parti, anche importanti, non sono più riscontrabili oggi - come la porta Zorza - la causa può essere ancora una volta attribuita alle distruzionicompiute nel corso del lungo assedio e alle successive costruzioni.

 

Sabbionara, Sant'Andrea

I bastioni Sabbionara c Sant'Andrea, per esempio, collocati sul mare, ognuno ad un estremo della cinta, furono sbriciolati dalle cannonate, e ricostruiti poi dai Turchi, secondo i sistemi già impiegati dai loro nemici ma riconosciuti ancora validi. Mentre delle mura medioevali delle città vecchia non rimane pressoché traccia il porto vecchio conserva ancora sulla punta del molo il castello, della cui esistenza si ha notizia sin dal 1303. 

 

Il castello "Rocca a mare"

Quando nel 1523 arrivarono in Candia l'ingegnere Antonio Saracini e il capitano delle fanterie Giovanni da Como, essi si resero conto che la vecchia costruzione mal si prestava alla difesa del porto contro l'uso delle moderne artiglierie, giacché avrebbe subito ceduto sotto i colpi. Si decise quindi di abbattere la vecchia torre e di costruire in sua vece un nuovo fortilizio; quello che tuttora, a dispetto delle avversità, si erge sul mare.

 

L'architettura del castello

Planimetricamente ha la forma di un rettangolo, posto all'innesto col molo, sul quale si apre un ingresso, per sporgersi a lunetta verso lo specchio d'acqua, questo allo scopo di distribuire i tiri dell'artiglieria in ogni direzione, compreso il fiancheggiamento del fortilizio all'interno della darsena stessa. All'estemità verso il mare c'è un altro ingresso sugli scogli (un po' inopinato), che interrompe la serie delle sedici cannoniere del piano terreno, dove gli ambienti interni sono adibiti a magazzino. 

La struttura di copertura di tali ambienti, fatta a volti nei quali sono praticati degli spiragli (« sospiroli ») per l'evacuazione dei fumi da scoppio, sostiene una vasta terrazza, sulla quale sono posti in batteria un'altra dozzina di bocche da fuoco, alcuni alloggiamenti per i soldati, una garitta e un faro per le segnalazioni.

 

Fortezza di Candia (oggi Heraklion)

La fortezza è denominata "Rocca a mare"

Testimonianze veneziane a Candia (oggi Heraclion)

Mura di Candia - Porta Pantocratore

Frangokastello

Il meraviglioso sud

Frangokastello è una piccola località costiera situata nella regione di Sfakià, sulla costa meridionale di Creta, nota soprattutto per il suo castello veneziano, uno dei simboli più evidenti della dominazione della Serenissima sull’isola. Tra l'altro questa zona del sud dell'isola è meravigliosa da visitare, seppure selvaggia e non molto turistica. 

 

Il castello veneziano

Il castello di Frangokastello fu edificato dai Veneziani tra il 1371 e il 1374, durante il periodo in cui Creta era conosciuta come Regno di Candia ed era una delle più importanti colonie marittime di Venezia sia per la posizione strategica (nella rotta per il medioriente) sia per la fertilità dei suoi terreni.
La fortezza nacque con una funzione essenzialmente strategica e di controllo militare: serviva a presidiare una zona periferica e tradizionalmente ostile al potere centrale veneziano, abitata da popolazioni locali spesso ribelli, e a difendere la costa dalle incursioni dei pirati.

 

Un nome "ostile"

Il nome stesso, Frangokastello (letteralmente “castello dei Franchi”, termine con cui i cretesi indicavano i latini e in particolare i Veneziani), riflette la percezione della popolazione locale, che vedeva la fortezza come un simbolo di dominazione straniera. Non a caso, secondo la tradizione, il castello venne inizialmente sabotato dagli abitanti di Sfakià, costringendo i Veneziani a ricostruirlo e a rafforzarne la sorveglianza. Insomma il castello serviva più a difendere i veneziani dai locals che dalle incursioni esterne. 

 

Un centro militare

Durante il periodo veneziano, Frangokastello rimase un avamposto militare più che un centro urbano, ma ebbe un ruolo rilevante nel mantenimento dell’ordine e nel controllo delle rotte marittime meridionali. Anche dopo la caduta di Venezia e il passaggio di Creta sotto il dominio ottomano (1669), il castello continuò a essere teatro di eventi storici significativi, confermando la sua importanza strategica nel tempo.
Anche oggi Frangokastello non è un centro urbano ed attorno al Castello ci sono solo alcune residenze turistiche e qualche taverna. 

 

Fortezza Veneziana di Frangokastello, sud di Creta

Sitia Fortezza

Una "caserma" Veneziana ad oriente

La Fortezza Kazarma si trova nella città di Sitia, sulla costa orientale di Creta, e domina dall’alto il porto e il centro abitato. Il nome “Kazarma” deriva dal termine italiano Casa di Arma, a testimonianza della presenza veneziana sull’isola. La fortezza rappresenta uno dei principali simboli storici della città di Sitia ed è un altro esempio significativo di architettura militare veneziana nell’area orientale di Creta.

 

Difendere il porto e la città

La struttura fu edificata dai Veneziani nel XIII secolo, poco dopo l’occupazione dell’isola, con lo scopo di controllare dall'alto il porto e difendere la città da incursioni piratesche e attacchi nemici. Nel corso dei secoli la Kazarma fu più volte danneggiata e ricostruita, fino a essere ampliata nel XV secolo per adattarsi alle nuove esigenze difensive legate all’uso delle armi da fuoco. Dopo la conquista ottomana, la fortezza perse progressivamente la sua funzione militare, subendo ulteriori trasformazioni (le torrette tonde) e parziali distruzioni.

 

Il ruolo strategico

Oggi la Kazarma è un sito storico visitabile che offre una vista panoramica sul mare e sulla città di Sitia. Pur conservando solo parte delle strutture originarie, mantiene un forte valore simbolico e culturale, raccontando il ruolo strategico che il porto di Sitia ebbe durante il periodo veneziano, quando era una tappa nella rotta per il medio-oriente. La fortezza è apprezzata sia per il suo interesse storico sia per la posizione suggestiva. 

Sitia Fortezza Veneziana

Etia, villaggio veneziano abbandonato

Oggi in rovina

Etia è un piccolo villaggio semiabbandonato situato nell’entroterra della Creta orientale, nella regione di Lasithi. Si tratta, lo si capisce anche dal nome, di un villaggio Veneziano purtroppo in stato di parziale rovina. Il borgo conserva ancora l’impianto urbano e diversi edifici storici che testimoniano il periodo della dominazione veneziana, quando Etia era un centro agricolo e amministrativo di una certa importanza.

 

 

Una grande villa veneta a Creta

Il cuore storico del villaggio è rappresentato da un palazzo, o meglio una grande villa veneziana, attribuita alla famiglia De Mezzo, esempio significativo di architettura rinascimentale cretese-veneziana. Attorno alla villa si sviluppano case in pietra, archi, sentieri e cortili che riflettono l’organizzazione tipica dei villaggi veneziani dell’isola. Con il passare dei secoli, lo spopolamento e la mancanza di interventi di conservazione hanno portato al progressivo deterioramento di molte strutture, lasciando il villaggio in uno stato di abbandono parziale.

 

Perché visitarla?

Oggi Etia è visitata da chi, come me, cerca di scoprire le origini veneziane dell'isola. Il fascino del luogo risiede proprio nel contrasto brutale tra quello che rimane e l'immaginare come doveva essere quando era vivo ed abitato. Il villaggio vive in un’atmosfera sospesa nel tempo e suggestiva. Etia rappresenta una testimonianza della presenza veneziana che non si limitava ai porti ma era viva anche nell’entroterra cretese.

Etia, villaggio veneziano abbandonato

Spinalonga

Un isoletta con una storia tormentata

Spinalonga è una piccola isola situata nel golfo di Elounda, sulla costa nord-orientale di Creta, ed è uno dei luoghi storicamente più significativi dell’isola. Nonostante le dimensioni ridotte, Spinalonga ha avuto un ruolo strategico, militare e simbolico di grande rilievo, attraversando diverse fasi storiche che ne hanno profondamente segnato l’identità.

 

Una fortezza inespugnabile

Il periodo più importante per la storia dell’isola è quello veneziano, iniziato alla fine del XVI secolo. Quando Creta era sotto attacco da parte degli ottomani  Venezia si impegnò a fortificare Spinalonga trasformandola in una quasi-inespugnabile fortezza marittima tra il 1579 e il 1586. Le mura, progettate secondo i più moderni criteri dell’ingegneria militare dell’epoca, servivano a controllare l’accesso al golfo di Mirabello e a difendere le rotte commerciali veneziane nel Mediterraneo orientale. Grazie alla sua posizione e alle robuste difese, Spinalonga rimase uno degli ultimi avamposti veneziani a Creta anche dopo la caduta di tutta l'isola di Candia (oggi Creta) nel 1669.

 

Il periodo turco

Solo nel 1715 dopo un lungo periodo di resistenza, e dopo lunghe trattative, l’isola passò sotto il dominio ottomano. Durante il periodo turco, Spinalonga perse progressivamente la funzione militare e divenne un insediamento abitato prevalentemente da famiglie musulmane, con abitazioni, moschee e attività legate al commercio locale. Questo periodo lasciò tracce evidenti nell’organizzazione urbana dell’isola, che si sovrappose alle strutture veneziane preesistenti, creando un paesaggio architettonico stratificato.

 

Il periodo dei lebbrosi

All’inizio del XX secolo, Spinalonga fu destinata a un uso completamente diverso e drammatico: tra il 1903 e il 1957 divenne l’ultima colonia di lebbrosi d’Europa. I malati provenienti da tutta la Grecia venivano isolati sull’isola, vivendo in condizioni inizialmente molto difficili, anche se col tempo riuscirono a creare una comunità organizzata, con scuole, negozi e servizi essenziali. Questo capitolo ha profondamente segnato la memoria collettiva di Spinalonga, trasformandola in un simbolo di esclusione ma anche di resilienza umana.

 

Spinalonga oggi

Oggi Spinalonga è un importante sito archeologico e una delle mete più visitate di Creta. Si sono sovrapposte fortificazioni veneziane, case ottomane e le strutture del periodo della colonia. Tutto convive in uno spazio ristretto, offrendo una lettura unica e continua della storia dell’isoletta. Il fascino di Spinalonga risiede proprio in questa sovrapposizione di epoche diverse, che la rende non solo un luogo di grande interesse storico, ma anche una testimonianza intensa delle complesse vicende politiche e sociali del Mediterraneo orientale.

Castello di Ierapetra

Un porto importante nel sud dell'isola

Il Castello di Ierapetra noto anche come Kales, si trova lungo la costa meridionale della città di Ierapetra ed è uno dei principali simboli storici in questa zona. La sua posizione sul mare riflette chiaramente la funzione difensiva per cui fu costruito, a protezione del porto e del centro urbano da incursioni piratesche e attacchi provenienti dal mare Libico.

 

Piccolo ma importante

La fortezza venne edificata dai Veneziani nel XIII secolo e successivamente ristrutturata e potenziata nel corso del XVI secolo, in un periodo di crescente instabilità e di minaccia ottomana. L’impianto architettonico è semplice e compatto, tipico delle fortificazioni costiere veneziane, progettate per garantire controllo visivo e resistenza agli assedi, pur con dimensioni relativamente contenute rispetto ad altre fortezze dell’isola.

 

Testimone di quando Creta era veneziana

Dopo la conquista ottomana, il castello continuò a essere utilizzato con funzioni militari e subì modifiche minori. Oggi è visitabile e rappresenta una testimonianza concreta della presenza veneziana nella Creta meridionale, offrendo al tempo stesso una suggestiva vista sul mare e sulla città di Ierapetra, che ne valorizza il ruolo storico e paesaggistico.

Altri motivi per visitare Creta

Oltre a cercare testimonianze del periodo veneziano a Creta ci si può rilassare su bellissime spiagge, si può camminare all'interno di gole maestose, percorrere fiumiciattoli fino alla foce o passeggiare in montagna.
Vediamo alcune delle più belle spiagge di Creta.

Seitan Limania beach

Una vista meravigliosa

Seitan Limania è una piccola spiaggia scenografica situata nella penisola di Akrotiri, a circa venti chilometri da Chania (La Canea per i Veneziani). Si trova all’interno di una stretta insenatura rocciosa, con alte pareti chiare che incorniciano un mare turchese e molto limpido, creando uno dei paesaggi costieri più suggestivi di Creta, soprattutto vista dall'alto. 

 

Una discesa ripida

Si raggiunge principalmente in auto percorrendo una strada tortuosa in un paesaggio roccioso; dall’area di parcheggio è necessario scendere a piedi lungo un sentiero ripido e sassoso che richiede almeno dieci-quindici minuti. L’accesso non è pericolosissimo ma nemmeno facile: richiede attenzione e scarpe adatte. Non c'è altro modo di arrivare sulla spiaggia: in barca è pericoloso entrare nell'insenatura. E in spiaggia non c'è nessun servizio o bar, solo capre. 

 

Perché andarci?

Seitan Limania merita la visita per la bellezza naturale e l’acqua cristallina, ideale per nuotare e per fare dei tuffi (se sei coraggioso) dalle pareti ripide. L'atmosfera è decisamente selvaggia anche se, nei periodi estivi, potresti non trovare posto: la spiaggia è piccolissima e bastano una trentina di persone per occuparla.
Considera quindi sia l’assenza totale di servizi sia la possibilità di affollamento nei mesi estivi, soprattutto nelle ore centrali della giornata. È quindi una meta perfetta per chi cerca un luogo spettacolare e naturale, meno indicata per chi desidera comodità e relax e facilità di accesso al mare. 

Spiaggia di Seitan Limania

Preveli Beach

Una delle più belle spiagge del sud di Creta

Preveli Beach conosciuta anche come la spiaggia delle palme, si trova sulla costa meridionale di Creta, nei pressi del monastero di Preveli e alla foce del fiume Megalopotamos. La spiaggia è celebre per il paesaggio che si vede dall'alto. Una volta parcheggiata l'auto si scendono dei gradini (circa 10/15 minuti) e circa a metà della discesa si apre uno scenario pazzesco: un placido fiume scorre tra una rigogliosa foresta di palme naturale prima di sfociare, attraversando la spiaggia, nel mar Libico.

 

Perché visitare Preveli beach?

In questa spiaggia puoi fare mille cose: il bagno in acqua dolce e poi in acqua salata, camminare nei sentieri in mezzo alla foresta palme, risalire il fiume scalando piccole cascate e massi rocciosi (l'acqua è piuttosto fredda)...

 

Come si raggiunge?

In auto fino al grande parcheggio e poi si scende percorrendo un sentiero panoramico con gradini. Ma puoi arrivare anche via mare. Come abbiamo detto vale la visita anche se l’accesso richiede un po’ di cammino per la discesa e di fatica per la risalita. Nei periodi di alta stagione può risultare affollata, soprattutto nelle ore centrali della giornata, perché è molto famosa.

Spiaggia di Preveli

Triopetra beach

Tra Matala e Preveli

Sempre a sud dell'isola di Creta, tra Preveli Beach e Matala Beach si trova la spiaggia ampia e suggestiva denominata Triopetra. Si tratta di una spiaggia  molto ampia e molto profonda, mista con sabbia e ciottoli e con un mare generalmente limpido e aperto.

Perché questo nome?

Il suo nome deriva dalle tre grandi formazioni rocciose che emergono dal mare all’estremità occidentale della baia, elemento paesaggistico che rende il luogo immediatamente riconoscibile e molto scenografico. Dai sassi i giovani si tuffano nel mare.

 

Bella, vento permettendo

Triopetra è apprezzata per l’atmosfera tranquilla e poco affollata, soprattutto rispetto alle spiagge più note dell’isola, ed è ideale per chi cerca spazi aperti, silenzio e pace. Il rischio, qui, è di trovare forte vento, proprio perché è molto ampia ed esposta. In quel caso è difficile godersela perché la sabbia sollevata dal vento rende impossibile starci. Servizi turistici limitati ad un paio di taverne poco lontane dalla spiaggia. 

Triopetra beach

Balos Beach

Una spiaggia da copertina

Balos Beach si trova all’estremo nord-occidentale di Creta, nella penisola di Gramvousa, ed è una delle spiagge più celebri dell’isola, sicuramente la più bella spiaggia del nord, almeno per me. Il paesaggio dall'alto, scendendo dal parcheggio, toglie il fiato. Le foto scattate da un punto di osservazione a 100 metri dal parcheggio (a destra) sono talmente belle da non sembrare vere.
 

Una laguna incredibile

È caratterizzata da una laguna naturale con acque bassissime e cristalline, i cui colori variano dal turchese al verde chiaro, con riflessi rosati dovuti alla presenza di sabbie coralline. Il paesaggio è ampio e aperto, circondato da montagne rocciose e mare aperto, e dà l’impressione di trovarsi in un ambiente caraibico.

 

Sei pigro o atletico?

La spiaggia può essere raggiunta in due modi. Il più comodo è via mare, con escursioni in barca che partono dal porto di Kissamos e permettono anche di ammirare la costa dall’acqua e di visitare l'isola di Gramvousa. In alternativa si può arrivare in auto percorrendo una strada sterrata piuttosto lunga e non facilissima, seguita da un sentiero pedonale panoramico in discesa, con gradini, che regala una vista spettacolare sulla laguna ma richiede un minimo di impegno fisico, soprattutto al ritorno.

 

Devi partire all'alba

Balos vale la visita per l’unicità del suo ambiente naturale e per la bellezza dell’acqua, ideale per nuotare e camminare in mare grazie ai fondali bassi. Essendo un’area protetta e una delle mete più fotografate di Creta, nei mesi estivi può risultare molto affollata, specialmente nelle ore centrali della giornata dove potresti non trovare parcheggio (il parcheggio è abbastanza grande ma si riempie in fretta). Nonostante tutte le difficoltà è uno dei luoghi simbolo dell’isola, per cui vale la pena organizzarsi e visitarlo. 

Balos beach

Elafonissi Beach

La spiaggia rosa

Elafonissi Beach si trova sulla costa sud-occidentale di Creta ed è famosa in tutto il mondo per la sua sabbia chiara con riflessi rosati e per il mare poco profondo e cristallino. A dire il vero di sabbia rosa non ce n'è moltissima (forse i moltissimi turisti se la sono portata via?). Ma in alcuni punti è ancora visibile.

 
Come ai Caraibi

Come per Balos anche qui il paesaggio è caraibico: una spiaggia che si sviluppa in una semicirconferenza ampia e luminosa, con una sorta di laguna formata da una striscia di sabbia che separa la costa da una piccola isola, raggiungibile a piedi. Il paesaggio è delicato e naturale, con dune di sabbia e vegetazione protetta. Anche se ci sono ombrelloni e sdraio a "turbare" la vista. 

 

Come arrivarci? 

Facilissimo: Elafonissi è raggiungibile in auto da Chania percorrendo una strada panoramica che attraversa l’entroterra montuoso dell’isola. Si arriva in un enorme parcheggio e tramite un facile percorso pedonale quasi pianeggiante si scende nella spiaggia.
L’accesso quindi è semplice e non richiede particolari sforzi fisici e ci puoi arrivare anche in ciabatte. La spiaggia è adatta anche a famiglie e a chi cerca una giornata di mare rilassante. Ci sono i servizi essenziali, come ombrelloni e piccoli punti di ristoro, ma per chi lo desidera ci sono aree che sono rimaste volutamente più naturali.

 

Unico contro: troppa gente

La spiaggia è particolarmente apprezzata per i suoi colori unici e per la tranquillità del mare, ideale per nuotare e camminare in acqua. Essendo una riserva naturale molto conosciuta, durante l’alta stagione può risultare affollata, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Nonostante ciò, Elafonissi resta una delle spiagge più iconiche di Creta, amata per la sua atmosfera quasi irreale e per l’equilibrio tra bellezza naturale e accessibilità.

Elafonisi beach

Matala Beach

Una spiaggia molto famosa

Matala beach si trova sulla costa meridionale di Creta ed è una delle spiagge più iconiche dell’isola, famosa per le grotte scavate nella roccia che si affacciano sulla spiaggia. La spiaggia è composta da sabbia dorata e ghiaia fine, bagnata dal mare Libico, e incorniciata da un paesaggio roccioso che le conferisce un carattere unico e immediatamente riconoscibile.

 

Un vivace centro turistico

Matala è facilmente raggiungibile in auto da Heraklion, grazie ad una strada comoda. Il paese si trova immediatamente a ridosso della spiaggia e offre un sacco di servizi turistici: negozi, taverne, bar. L'accesso alla spiaggia è diretto e comodo, grazie a dei parcheggi vicini al mare, senza sentieri impegnativi. La presenza del centro abitato rende la zona ben organizzata, con ristoranti, bar e strutture ricettive a breve distanza dall’arenile.

 

Reminiscenze Hippie

La spiaggia è particolarmente nota per il suo passato storico e culturale: negli anni Sessanta e Settanta le grotte furono abitate da comunità hippie, diventando un simbolo di libertà e controcultura. Oggi Matala unisce questo patrimonio storico a un’atmosfera vivace ma rilassata, ed è apprezzata sia per il mare limpido, per le visite alle grotte e per le taverne dove rilassarsi e mangiare bene. Nei mesi estivi può essere piuttosto frequentata ma d'altronde è un'altro dei luoghi iconici di Creta. 

Matala beach

Red Beach

Sabbia rossa ed atmosfera intima

Red Beach, conosciuta anche come Kokkini Ammos, si trova a breve distanza da Matala, sulla costa meridionale di Creta. È una spiaggia piccola e suggestiva, caratterizzata da sabbia rossastra e da scogliere dalle tonalità calde che le danno il nome. Il mare è limpido e il contesto naturale, più chiuso e raccolto rispetto alla spiaggia principale di Matala, contribuisce a creare un’atmosfera intima e rilassata.

 

Una bella camminata

Per raggiungerla è necessario percorrere a piedi un sentiero panoramico che parte dal centro di Matala e supera una collina rocciosa; la camminata dura circa quindici-venti minuti e non è particolarmente difficile, ma richiede attenzione soprattutto nei tratti più esposti ed in particolare quando nell'ultimo tratto in discesa verso la spiaggia. L’accesso esclusivamente pedonale rende la spiaggia meno immediata, ma proprio per questo più tranquilla rispetto alle località vicine e facilmente raggiungibili in auto. Troverai delle piramidi di sassi - ogni visitatore contribuisce a crearle -  che di aiuteranno ad orientarti. 

 

Non turistica

Red Beach è apprezzata per la sua atmosfera alternativa e informale, spesso associata alla tradizione libertaria della zona, e per il contatto diretto con la natura. Per questo è frequentata anche da nudisti.  Il mare è ideale per nuotare e rilassarsi, mentre i servizi sono molto limitati o assenti, a seconda della stagione. Nei periodi estivi può comunque attirare diversi visitatori, ma resta una meta indicata per chi cerca una spiaggia semplice, selvaggia e meno turistica, a pochi passi dal centro vivace di Matala.

Red beach

Vai Beach

Una spiaggia vip

Vai Beach si trova sulla costa nord-orientale di Creta ed è celebre per la sua estesa foresta naturale di palme, considerata la più grande d’Europa. La spiaggia è composta da sabbia chiara e si affaccia su un mare limpido e generalmente calmo. Va detto che quello che era un paesaggio quasi caraibico oggi è stato modificato. La spiaggia è stata "urbanizzata" con camminamenti, ombrelloni lussuosi, bar e ristoranti. Insomma chi cerca paesaggi naturali dovrà spostarsi un po' a nord oppure un po' a sud di questa spiaggia ormai troppo famosa. 

 

Facile da raggiungere

Vai è facilmente raggiungibile in auto percorrendo strade panoramiche che attraversano la regione di Lasithi e, come abbiamo detto, è perfettamente  organizzata dal punto di vista turistico, con un grande parcheggio e servizi nelle vicinanze. L’area è tutelata come riserva naturale, per cui l’accesso alla foresta di palme è regolamentato per preservare l’equilibrio ambientale e il valore paesaggistico del sito.

 

Molto (troppo) comfort

La spiaggia vale la visita per la qualità dell’acqua, ideale per nuotare e rilassarsi. Nei mesi estivi può risultare piuttosto frequentata, soprattutto nelle ore centrali della giornata, ma resta una meta particolare e facilmente riconoscibile, perfetta per chi vuole relax e comfort. Un po' meno per chi cerca natura e selvaggio. 

Glika Nera

Una spiaggia con acqua dolce

La Glika Nera, conosciuta anche come Sweet Water Beach (spiaggia con acqua dolce) si trova sulla costa meridionale di Creta, tra Loutro e Chora Sfakion, ed è considerata una delle spiagge da visitare a Creta. È caratterizzata da ciottoli bianchi e grigi e da un mare di un azzurro intenso, con una particolarità: sorgenti di acqua dolce che sgorgano dal sottosuolo (basta scavare con le mani sulla spiaggia). L'acqua dolce sgorga anche dentro al mare dove si mescola con l’acqua salata, rendendo il mare freddissimo in alcuni punti.

 

Una spiaggia non facilissima da raggiungere

La spiaggia è raggiungibile a piedi percorrendo un sentiero costiero scavato nella roccia, in circa trenta minuti da Chora Sfakion, oppure via mare con taxi boat dal porto di Skakia. L’accesso insomma non è semplicissimo, ma proprio questo impedisce un afflusso di massa nella spiaggia. Nonostante l’isolamento, durante la stagione estiva è presente una piccola taverna stagionale dove si mangia bene e con un prezzo tutto sommato ragionevole. Ed in spiaggia ci sono degli ombrelloni ed anche dei tamerici. 

 

Una delle più belle del sud

Glyka Nera vale la visita per la sua bellezza incontaminata, il mare cristallino e il senso di totale immersione nella natura. È una spiaggia ideale per chi cerca silenzio, acqua limpida e paesaggi autentici, lontani dal turismo di massa. Nei periodi più affollati può comunque accogliere diversi visitatori, ma resta una delle mete più affascinanti della Creta meridionale per chi ama le spiagge essenziali e selvagge.

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