Chi sono

Foto Michele

 

Sono nato nel 1970 a Vicenza, sono sposato con Elisa, ho due bellissime bambine, Emma e Vittoria, lavoro nell'azienda di famiglia e sono un appassionato lettore di libri, specie se riguardano la Storia di Venezia. In quel caso divento un lettore compulsivo, quasi patologico :) 

Come nasce questa passione? 

 

Il fascino di Venezia

Siamo in molti a cadere rapiti dal fascino di Venezia, e confesso che a me è successo. Ed è scattato un interruttore mentale che mi spinge a volerne sapere di più.
Ma qui inizia il dramma: più leggi, più cerchi di informarti e più ti senti un completo ignorante.

 

Mission impossible!

La ricerca sembra una missione impossibile, non se ne vede la fine.
Poi conosci persone che hanno una conoscenza enciclopedica, che riescono a ricordare e spiegare anche nei minimi particolari un edificio o una scultura mentre . Alla fine, per non dimenticare, inizio a fotografare, prendere appunti e a scrivere ed il risultato è questo sito che certamente non è completo perché, appunto, la missione è impossibile... (quantomeno per me). 

 

Diversi livelli di emozione

Sono arrivato a realizzare che Venezia, come altre città, si possa semplicemente ammirare oppure si possa "capire" a diversi livelli di profondità: il primo livello è quello del turista che ci arriva per la prima volta, senza aspettarsi nulla, e si limita ad apprezzare l'atmosfera, il rumore dell'acqua, i riflessi sulle pareti di pietra degli edifici, gli scorci suggestivi. 
Li vedi uscire dalla stazione dei treni estasiati dalla vista del traffico sul Canal Grande, così emozionati e distratti da diventare prede ideali delle decine di pick-pocket appostati in quella zona. 
 

 

Next level: architettura

Il primo passo, forse il più semplice, per il turista che vuole apprezzare di più la città è quello di riuscire a collocare gli edifici ed i monumenti nell'epoca in cui furono edificati.
Distinguere gli stili, leggere le architetture, all'inizio può sembrare complesso, ma è più semplice di quello che pensi ed è fondamentale per guardarli con gli occhi della storia.

Sapere che Ca' Foscari è un palazzo tardo gotico, oppure intuire che la Chiesa di San Zaccaria è stata costruita nel periodo di transizione tra gotico e rinascimento mentre Ca' Rezzonico è in stile barocco, ti aiuta ad apprezzare meglio gli straordinari edifici di questa città.

 

Next-next level: le storie dietro agli edifici

Un livello più approfondito di conoscenza ti porterà a conoscere le storie di chi abitava in queste case: quindi nel caso di Ca' Foscari, è interessante conoscere la storia dell'astuto Doge Francesco Foscari e la disavventura avuto dal suo unico figlio superstite, lo sfortunato Jacopo che fu causa delle sue dimissioni. Oppure la storia di potere e d'amore degli ultimi componenti della ricchissima famiglia Pisani, proprietaria di immensi palazzi a Venezia e di ville e palazzi anche in terraferma, funestata da una causa  legale tra fratelli di sangue. 

 

Last level: la lunghissima Storia della Repubblica

Le storie delle famiglie che costruirono gli edifici, si mescolano e si intrecciano con la lunghissima Storia di Venezia.
1600 anni se iniziamo a contare dal momento, leggendario, della nascita, quel 25 marzo del 421 quando, si dice, venne fondata la Chiesa di San Giacometto di Rialto.


La storia procede: prima nella laguna, poi nell'adriatico e fino al medio oriente. Una storia di commercio e di guerre: la rivalità con Genova, l'infinita battaglia con il nemico ottomano con cui, però, si continua a commerciare.
E poi l'incredibile confronto tra Stato Veneziano e Religione, fino alla sfida al Papa e alle sue scomuniche, ritenute illegali ed inefficaci. 
Ed ancora la conquista di Costantinopoli e delle sue ricchezze grazie ad una "falsa crociata"; la conquista di decine di isole tra cui Creta e di Cipro, quest'ultima grazie ad una regina "figlia di Venezia". 
Una storia affascinante, ricca di colpi di scena, di sconfitte e di vittorie, di conquiste, di eroi e di colpi di genio.  

 

Testimonianze nella pietra

E di questa storia puoi trovare testimonianze ovunque camminando per Venezia.
Credo che chi sceglie di saperne di più riesca a godersi meglio il fascino che questa città emana, ad essere più consapevole di quanto straordinario sia poter godere di questo patrimonio di cultura e storia incredibilmente arrivato fino a noi. 

Michele Pellizzari Arzignano Venezia
A Venezia con mia figlia Vittoria


 

Quando è nata questa passione?

Ho vissuto a Venezia per 4 anni nel sestiere di Castello, per poter frequentare il corso di Economia Aziendale. Mi sono laureato nel 1995 e ricordo bene le passeggiate a passo veloce attraverso la città per raggiungere le diverse aule sparse per i sestieri.

Passare continuamente di fronte a imponenti edifici, a Chiese meravigliose, in mezzo a gruppi di turisti mentre la guida spiega in Inglese o in altre lingue la storia di questa città... tutto questo ha dato vita al desiderio di saperne di più.
 

 

Una vacanza da turista

È stato grazie ad una prima gita "da turista" in città con Elisa, che sarebbe poi diventata mia moglie, che ho iniziato a leggere libri sulla Storia di Venezia. Alcuni li avevo acquistati durante l'università, quando non avevo  il tempo di leggerli. Un po' alla volta mi sono costruito una biblioteca con oltre un centinaio di libri sulla storia e sull'architettura di questa città.

 

Festa del redentore
A Venezia, di recente, assieme a mia moglie, per la festa del redentore.

 

 
I momenti più belli della mia vita? 

Al primo posto direi la nascita delle mie figlie, entrambe le volte ho mai provato un senso di panico, anzi proprio di terrore puro vedendo mia moglie soffrire un sacco (lei è magrolina e minuta). Poi questo terrore si è trasformato all'improvviso in gioia assoluta. Ma del tipo che ti chiedi: "sto veramente vivendo questa cosa? sta davvero succedendo?"
Al secondo posto metterei il giorno del mio matrimonio, ero molto emozionato e mia moglie era bellissima, anzi, scusa, preciso che è ancora bellissima, altrimenti stasera non si mangia! A parte gli scherzi eravamo entrambi molto emozionati e molto innamorati. Siamo entrambi riservati per cui non è stato facile "mettere in piazza" i nostri sentimenti ed infatti abbiamo fatto una cerimonia molto semplice ed intima, con pochissimi invitati. 
Ricordo che dopo che ci siamo scambiati promesse ed anelli ci siamo guardati negli occhi sorridendo e le ho detto "vorrei che fossimo soli adesso".
Poi metto tra i giorni belli anche il giorno della mia laurea, nonostante qui sia successa una cosa strana. In poche parole al momento della proclamazione ero da solo: teoricamente dovevo laurearmi nel pomeriggio ma a causa di un incidente stradale quasi nessuno degli studenti del mattino è riuscito ad arrivare (compresi i miei amici, genitori e parenti). Viste le assenze hanno anticipato la discussione della tesi e la proclamazione al mattino e quindi nessuno ha assistito alla cosa, me la sono goduta da solo (ride)"  

 

 

Famiglia ed infanzia

La mia è una famiglia numerosa, siamo in 4 fratelli e, seppure di età differenti, tutti noi ricordiamo tutti una bellissima infanzia, grazie anche a due genitori a dir poco iperattivi. A casa nostra il silenzio e la pace non esistevano, non sapevamo nemmeno cosa fossero. 
Infanzia e giovinezza l'ho vissuta nella casa di Costo di Arzignano, di fronte allo storico magazzino edile Pellizzari (sede tutt'ora dell'azienda di famiglia).
Per noi bambini e per tutti i ragazzi del vicinato, quel magazzino pieno di materiali edili era un enorme, strano e fantastico parco giochi, pieno di macchinari incredibili, di camion, ruspe, carrelli elevatori. Pieno di materiali ed oggetti misteriosi da scoprire. I tubi in plastica per noi erano potenziali porte da calcio o case immaginarie che ci divertivamo ad assemblare e poi a smontare. 
Hai presente essere piccolini ed avere un papà che ti porta su una ruspa o su un camion? Per noi era un supereroe!
Oggi non sarebbe possibile perchè ci sono regole feree sulla sicurezza del lavoro, ma quando eravamo piccoli, ripeto, giocavamo a fianco del papà che lavorava. 
Poi con tutti i bambini del vicinato, appena tornati da scuola, si usciva con un pallone e si passavano ore ed ore a giocare a calcio o a pallavolo nel cortile dell'azienda. Dalla primavera, il sabato pomeriggio, le montagne di sabbia e ghiaia diventavano i nostri villaggi vacanze. Insomma bei tempi". 

 

La scuola

Ho frequentato sia la scuola d'infanzia che le scuole elementari a Tezze di Arzignano. Tezze è un piccolo paese dove gli abitanti sono molto uniti. Sono molto legato a questo paese: i compagni delle elementari sono fantastici, siamo rimasti in contatto, abbiamo una chat grazie alla quale un paio di volte all'anno ci ritroviamo tutti a ricordare l'infanzia e a far festa. A scuola ero un bravo ragazzo, un po' introverso, grande lettore di libri e con ottimi voti. 
Ho bellissimi ricordi anche del coro della chiesa di Tezze e delle rappresentazioni natalizie dove io ero San Giuseppe il falegname, nonostante fossi biondo."

 
Un secchione... casinista!

"Mi piaceva un sacco leggere e anche studiare ed ero un po' introverso. Andavo d'accordo con i compagni, si chiacchierava e si rideva un sacco. Ho anche preso qualche castigo perchè facevamo troppo casino. 
Insomma non ero il classico secchione antipatico, ero curioso e anche competitivo, non volevo prendere voti bassi. Ecco diciamo che ero competitivo, più che secchione. Per esempio sono arrivato secondo in una gara di tabelline in quinta elementare e mi rode ancora questo secondo posto :) " 

"Arrivato alle scuole medio, all'Istituto Motterle di Arzignano, ho dovuto crescere in fretta. In diverse cose in cui i miei nuovi compagni erano molto più scafati di noi che venivamo dai piccoli paesi di periferia. Ero davvero piccolo rispetto a ragazzi della mia età che fumavano in cortile e discutevano di sesso come dei cinquantenni, altri continuamente coinvolti in risse. Insomma è stato un brusco risveglio. Però ci sono anche gli aspetti positivi: mi sono innamorato per la prima volta di una ragazza."

"Uscito dalle scuole medie ho studiato 5 anni a Ragioneria all'istituto tecnico commerciale Marco Polo, allora si chiamava così, sempre ad Arzignano.
Ci andavo in motorino e mi ricordo ancora il freddo alle mani e il viso ghiacciato durante l'inverno. Non c'era il casco e si andava in moto anche se nevicava. Nella famosa nevicata del 1985 ci hanno spediti a casa alla terza ora ma c'erano già diversi centimetri di neve e col motorino si sbandava terribilmente. Ma era normale, tutti avevamo sperimentato almeno una caduta dal motorino. E, anche se oggi sembra incredibile, nessuno portava il casco allora. 
Le amicizie che sono nate in quel periodo sono ancora intense.  "

 

Ragioniere! 

Paolo Villaggio ha rovinato per sempre la reputazione di noi "poveri" ragioneri, accidenti. Credo abbiano cambiato nome all'istituto per questo motivo. 
In ogni caso gli anni delle superiori sono stati difficili, lunghi e per alcuni aspetti anche pesanti ma siamo sopravvissuti grazie ai compagni di classe. I legami più forti che ho tutt'ora sono nate in quel periodo. 
Tra l'altro è proprio grazie al fatto che ho potuto lavorare come ragioniere se sono riuscito ad andare all'università e a pagarmi retta e affitto della camera. Certo, avrei faticato meno a superare gli esami universitari se avessi avuto la preparazione del liceo. Per questo ho spinto le mie due figlie a fare il liceo.
La scelta di fare un istituto tecnico per avere un diploma utilizzabile da subito nel mondo del lavoro non è stata la migliore ma nessuno in famiglia pensava che mi sarei iscritto, poi, all'università. Nemmeno io."

 

Economia a Venezia

"La decisione di iscrivermi all'università la devo ad un bravissimo professore di Economia e Diritto delle superiori che mi ha convinto a proseguire ed ha insistito sia con me che con i miei genitori. I miei genitori inizialmente non ne capivano l'utilità. 
Mio padre mi ha ripetuto più volte: "ma a cosa ti serve studiare ancora?" e insisteva "il lavoro ce l'hai già qui in azienda, che ti aspetta, a che ti serve studiare ancora?". 
Sono andato prima a visitare la sede di Verona, dove mi hanno liquidato velocemente con un depliant deprimente, e poi sono andato in treno, da solo, a Venezia. E lì mi sono innamorato. Era tutto meraviglioso: la città; la meravigliosa sede di Ca' Foscari, a Venezia dove mi sono sempre sentito piccolissimo ma avvolto da bellezza; il libretto che spiegava le materie di studio con il leone di San Marco in copertina, gli studenti e le studentesse nel cortile dell'Università, che accoglievano noi matricole con indicazioni e suggerimenti.
Insomma è stato amore a prima vista e ho deciso di iscrivermi e diventare, anche io, un "cafoscarino". 

 

Università, lavoro e famiglia

"Mio padre è un uomo all'antica, è nato quando la seconda guerra mondiale era ancora in corso. Ha un carattere che si è forgiato in quegli anni difficili e difficilmente scende a patti. E' un uomo di poche parole e di principi ferrei che noi figli abbiamo interiorizzato soprattutto grazie al suo esempio. 
Alcuni dei principi sono: 

  • Il lavoro prima di tutto
  • Poche parole, contano i fatti.  
  • Quando le cose non vanno bene, ci si deve impegnare ancora di più: un colpo di reni! 

Non passava giorno in cui non ci dimostrasse l'importanza del lavoro. E siamo cresciuti con la convinzione che il lavoro ti plasma, ti educa, ti permette di crescere e noi figli consideriamo una persona che non lavora sicuramente uno sbandato.
Insomma, "se sei un lavoratore meriti rispetto, altrimenti no". 
Questo per lui è il primo comandamento e non passava giorno senza che ce lo facesse capire.
Ed il secondo è che quando si fa qualsiasi lavoro, anche semplicemente spazzare un pavimento, lo si deve fare al meglio perchè solo chi si impegna a fondo nel proprio lavoro poi va a riposarsi soddisfatto e felice.
Insomma non è stato facile convincerli. Ma mi dissero che per andare all'Università dovevo prima trovarmi un lavoro e rendermi utile. Riuscivo a conciliare studio e lavoro abbastanza bene, anzi, ti dirò a mio avviso ero anche avvantaggiato rispetto ad altri studenti perchè alcune cose di cui studiavo la teoria mi trovavo poi a vederle nella realtà. Con il tempo e l'esperienza ho iniziato ad occuparmi anche di aspetti legali, finanziari e, una volta conclusa l'università, anche di gestione del cantiere. Il mondo delle costruzioni è affascinante e veder crescere un edificio dalle fondamenta al tetto ti regala una soddisfazione incredibile. Pensavo sarebbe stato questo il mio lavoro. Mi piaceva! "

 

Il primo lavoro 

Stavo per tre notti alla settimana in un collegio religioso, i Salesiani, a Venezia ed il resto della settimana tornavo a casa e mi dedicavo a tenere la contabilità (in part time) per una impresa di costruzioni. Al mattino perchè al pomeriggio dovevo trovare il tempo per studiare.
Ricordo che prendevo 300.000 lire al mese per questo lavoretto. Di questi ne spendevo 200.000 per la camera. Il resto dovevo farlo bastare per le altre spese. Per fortuna la retta universitaria, in quegli anni, era molto più bassa di adesso. Non rimaneva molto ma qualcosa riuscivo anche a risparmiare e, soprattutto, avevo la soddisfazione di non pesare sulla famiglia. Mi sono laureato nel 1995 in Economia Aziendale, e come ho detto è stato uno dei giorni più belli della mia vita."

 

La tesi 

"Ho analizzato le differenze tra il distretto ceramico di Sassuolo e quello di Castellon de la plana, in Spagna. Ho analizzato metodi produttivi, tipologie di prodotti, differenze nei costi, velocità nell'adottare innovazioni, design. Questa tesi mi ha permesso di visitare molte aziende e di comprendere a fondo come funziona l'industria della produzione di piastrelle di ceramica, non solo in Italia.
Non immaginavo che queste conoscenze mi sarebbero state utili anche nel mio futuro lavoro."

 

Una seconda laurea? 

"Non so se ce la farò ad arrivare in fondo, boh, speriamo. Tutto è iniziato nel periodo iniziale del covid: avendo tempo libero, sono stato colto da un raptus di follia, come dice, rimproverandomi, mia moglie.
Mi piace da sempre la matematica e stavo facendo esercizi assieme a mia figlia più grande, in quel momento in quarta liceo. Lei aveva già deciso di fare ingegneria e si stava preparando per il TOLC,  l'esame di ammissione.
Insomma non ci ho pensato molto e mi sono iscritto appena è iniziato il periodo di lock-down. Ho iniziato a studiare per Analisi I. Le mie stesse figlie ridevano di me ma dopo qualche annetto ora (dopo 5 anni) sono a due soli esami dalla conclusione del corso di laurea triennale. Sono lento perchè non sempre riesco a dedicare tempo allo studio, ma non ho fretta".

 

La passione per Venezia 

"Ho trascorso anni bellissimi a Venezia e questa città a poco a poco ti entra nel cuore, con la sua storia, i meravigliosi edifici, i capolavori dell'arte. Impossibile non innamorarsi perdutamente. Mi sono appassionato alla storia ed ho iniziato a voler capire di più sull'architettura. A questa passione mi dedico nel tempo libero curando questo blog dedicato a Venezia. 
Chi mi conosce bene sa che non deve toccare questo argomento perchè finisco per parlarne per ore e diventare noioso..."

 

Giornalista

"Ho avuto la fortuna - grazie ad un amico che mi ha coinvolto - di fare il giornalista per una rivista dedicata all'edilizia ed ai cantieri, che purtroppo ho dovuto successivamente abbandonare.
Come dicevo, grazie ad un amico, ho conosciuto un giornalista professionista che scriveva per una rivista tecnica appartenente al gruppo editoriale Tecniche Nuove. Gli ho parlato del lavoro che facevo, di costruzioni e di edilizia e lui mi ha proposto di provare a scrivere un paio di articoli tecnici che ha poi sottoposto alla redazione.
Da questi primi due articoli iniziali, approvati e pubblicati, ne sono seguiti altri. In totale ho scritto 25 articoli, alcuni prima della laurea e molti dopo essermi laureato. Sono stati tutti pubblicati sulla rivista. Erano articoli tecnici-informativi in cui approfondivo aspetti specifici dell'edilizia. Alcuni di questi centrati sul mondo dei pavimenti: normative, tecniche di posa, problematiche... (anche questo mi sarebbe stato utile poi nel futuro lavoro). 
Mi piaceva un sacco quel lavoro ed era fantastico frequentare la sede a Milano della rivista, ma ad un certo punto ho dovuto smettere. Provo ancora dispiacere a pensarci.

Nel 1996, un anno dopo la mia laurea, ho dovuto abbandonare questo lavoro perchè è successo un evento che ha sconvolto i programmi di tutta la famiglia: la divisione societaria tra il papà e lo zio.
Questo evento è stato un trauma per tutti e ha segnato la fine di un epoca e l'inizio di un'altra per la nostra famiglia. Quella data è diventata uno spartiacque tra una vita serena e tranquilla ed il periodo difficile che ne è seguito.
Tuttora, a distanza di oltre 25 anni, la reputo una decisione assurda e totalmente sbagliata sia dal punto di vista umano che aziendale. Si sarebbero potute e dovute cercare soluzioni differenti, si potevano risolvere malintesi e gestire le differenti visioni rimanendo comunque uniti ma non è stato purtroppo possibile. 
E credo che sia tuttora una sconfitta per entrambe le famiglie. Ma non ci si più più fare nulla. 

 

Il lavoro nell'azienda di famiglia

"Ho dovuto mollare sia il lavoro di giornalista che quello di contabile nell'impresa immobiliare per affiancare mio papà in quella che è stata una sorta di ricostruzione dell'azienda di famiglia, divisa in due parti.
Ci siamo trovati improvvisamente, da un giorno all'altro, senza un ufficio amministrativo e senza un ufficio commerciale in quanto la parte di azienda toccata a mio padre era una specie di filiale che era stata "scollegata" dalla sede principale. 
Senza contare che dovevamo partire con sulle spalle un debito fiscale mostruoso: abbiamo dovuto ipotecare tutto e ci abbiamo messo anni e anni per pagarlo.
Mi sono trovato, senza avere esperienza, a dover assumere, formare e organizzare il personale amministrativo, prima, e quello commerciale poi. Per fortuna di contabilità ormai ero abbastanza esperto, ma di commerciale ero a zero. 
Pensa che abbiamo proprio dovuto costruirlo fisicamente l'ufficio, dal momento che non c'era. Quindi siamo partiti dai muri e poi abbiamo assunto il personale. Nella sede secondaria di Costo di Arzignano, infatti, c'era solo un capannone, con un minuscolo ufficio in lamiera dove si teneva nota delle consegne da fare. 
Insomma siamo ripartiti da zero con un capannone in ferro e lamiera e pieni di debiti.
Ma per fortuna, grazie al lavoro duro di colleghi e famigliari, ci siamo riusciti. 

 

Elisa 

"Ho conosciuto Elisa quando frequentavo l'università, anche lei aveva intenzione di iscriversi ad Economia a Venezia ed era di Arzignano. Le ho parlato del corso di studio, dei collegi in cui risiedere, le ho fatto da cicerone e .. ci siamo innamorati.
Venezia è stata uno sfondo perfetto e prezioso per trasformare due ragazzi in un due innamorati. 
Stavamo e stiamo bene assieme. 
Lei mi dice che mi preferiva giornalista squattrinato e libero, ma capisce gli impegni famigliari ed un po' alla volta si è rassegnata a dovermi condividere con l'azienda e la famiglia."

Emma e Vittoria 

"Gli anni dal 2001 al 2008 sono stati anni stupendi per una serie di motivi.
Il primo è che il 2001 è l'anno in cui ho sposato Elisa, a Tezze di Arzignano, a Settembre del 2001. 
Poi quando, durante una nevicata, nasce (facendosi desiderare a lungo) Emma nel 2004. E qualche anno dopo, nel 2008, la mia piccola Vittoria. 
Quando prendi in braccio una cosetta minuscola che si aggrappa al tuo dito capisci quali sono le cose importanti della vita. 
 

Questo blog

In questo sito cerco di raccogliere, sintetizzare e ordinare informazioni e foto che raccolgo grazie a persone molto più preparate di me, per permettere, a chi condivide il mio amore con la storia di Venezia, di poter trovare alcune nozioni.
Non sono uno storico per cui chiedo scusa a chi riterrà - a ragione - superficiali alcuni degli articoli e non sono nemmeno un esperto di architettura per cui anche la descrizione degli edifici sicuramente potrà contenere degli errori. 

Sono grato a chi vorrà segnalarmi questi errori, così come altre negligenze o disattenzioni ed ancora di più a chi vorrà aiutarmi con materiale fotografico o documentazione su edifici veneziani religiosi o civili. 

Grazie e buona lettura!

 

SKIATHOS 2026

Con mia moglie Elisa abbiamo visitato Skiathos ad Agosto del 2026. 
L'isola non presenta molte testimonianze veneziane, non abbiamo trovato Leoni di San Marco né altri reperti veneti.

La presenza veneta a Skiathos

La presenza veneziana a Skiathos risale soprattutto al periodo medievale, quando l’isola entrò nell’orbita della Repubblica di Venezia dopo la Quarta Crociata del 1204. Per diversi periodi Skiathos fu governata dalla famiglia veneziana dei Ghisi, che contribuì a rafforzarne le difese contro pirati e incursioni. L’influenza veneziana è legata soprattutto al Kastro, la cittadella fortificata costruita sulla spettacolare costa settentrionale dell’isola che abbiamo visitato. I resti di numerose abitazioni testimoniano che in questa cittadella gli abitanti si rifugiarono per secoli. Skiathos rimase legata a Venezia, con alcune interruzioni, fino al 1538, quando passò sotto il dominio ottomano.

La città di Skiathos 

La cittadina di Skiathos è il tipico paese greco con vicoli e viuzze in cui trovi una moltitudine di locali, bar e ristoranti e negozi di souvenir. La cittadina è vicinissima all'aeroporto e, come tutti, abbiamo anche noi abbiamo assistito ai decolli ed agli atterraggi dal momento che la pista è a pochi metri dalla strada e dalla spiaggia. 

Il vecchio porto di Skiathos

Dal vecchio porto di Skiathos numerose navi partono per portare i turisti nella vicina isola di Skopelos (famoso è il tour "mamma mia" che visita i luoghi del film) o nelle spiagge di Lalaria e di Tsougkrias. Le destinazioni dipendono dal vento: le spiagge del nord, quando soffia il meltemi, non sono raggiungibili.

Le spiagge dell'isola
  • Paralia Xanemos: spiaggia di sabbia e sassolini, vicinissima alla fine della pista dell'aeroporto - per cui si vedono gli aerei partire -  non bellissima ma poco affollata. Attrezzata con ombrelloni. C'è una collinetta vicino alla spiaggia dove si sale con un sentiero tra i mirti. 
  • Mega Gialos Beach: Grande spiaggia con sassolini scuri, sentiero non facilissimo per scendervi, bella vista dall'alto ma all'arrivo la spazzatura presente in quantità enorme trasforma il paesaggio in deprimente
  • Paralia Kastro: ci si arriva scendendo dal Kastro, il sentiero è facile e si arriva in una spiaggia con sabbia e grandi rocce. Quando ci siamo stati noi il mare era infuriato, onde alte e pericolose. Bellissima la vista dalla taverna con l'asinello che faceva avanti ed indietro nel sentiero per portare le vivande. 
  • Paralia Mikro Aselinos: Spiaggia sabbiosa attrezzata con ombrelloni e bar più piccola e meno frequentata della "famosa" Aselinos perchè raggiungibile solo tramite strada sterrata. Attenzione perchè sotto alla sabbia ogni tanto affiorano dei sassi, mia moglie si è ferita ad un piede. Curiosa la presenza di una mezza dozzina di Galli, alcuni belli ciccioni, che passeggiano tra gli sdraio alla ricerca di cibo. 
  • Paralia Kryfi: Si raggiunge mediante una strada sterrata, si parcheggia lungo la strada e si scendono dei gradini realizzati con tavole di legno. Non molto grande ma sabbia piacevole e poi grandi sassi tondi quando si entra in acqua. 
  • Paralia Mantraki: Spiaggia molto grande, abbastanza pulita, si raggiunge tramite strada sterrata, quindi non ci sono moltissimi turisti. Disponibili lettini a pagamento. 

Kastro

Mikro Aselinos